QUESTA CHIESA

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La fede cristiana ha uno specifico: la rivelazione, che Dio Padre desidera fare di sè, la fa sempre mediante gli uomini.
Patriarchi, profeti, uomini e donne, santi e peccatori, lungo il corso dei secoli – dall’inizio della storia ad oggi – hanno parlato e parlano a nome di Lui.
Questo desiderio di rivelazione è giunto al culmine, alla pienezza, quando il Padre ha deciso di mandare Suo Figlio, Gesù, fattosi uomo tra gli uomini, a Nazareth, nel tempo, a parlare le Sue parole, con la forza dello Spirito.
Abbiamo banalizzato queste affermazioni, a furia di sentirle storpiate e appiattite dalla fede scialba di molti di noi cristiani, ma la notizia è e resta FORTE, per chi sa coglierla.
Il profetismo, poi, non è faccenda conclusasi.
Ancora oggi Dio parla agli uomini per mezzo dei profeti.
Ancora oggi, santi e peccatori, parlano le Sue parole.
Può far storcere il naso quest’ultima affermazione: come possono i peccatori parlare a nome di Dio?
Chi conosce un pò le Scritture, a partire dall’Antico Testamento per giungere alle figure magari più note del Nuovo, sa bene che il Seme di Dio non è giunto a noi solo attraverso uomini e donni lodevoli, ma anche attraverso usurpatori, prostitute e gente come noi, di tutti i tipi.
Basterebbe andarsi a leggere (per sintesi!) l’inizio del Vangelo di Matteo (1, 1-17), in cui si fa una lista degli ascendenti del Messia e, con curiosità, ricercare, nella Scrittura stessa, chi erano quei personaggi. Emergerebbe un colorito quadro di umanità!
La nostra.
Uguale.
Il peccato, in ebraico HATA, ‘mancare il bersaglio’, non ha chiuso il cuore di Dio alle mille possibilità che ci sono nelle vite degli uomini e delle donne.
Quando penso alla CHIESA, di cui sono membro vivo, penso ad essa come all’atto di fiducia più estremo ed incondizionato che Dio abbia fatto nei confronti dell’umanità.
E lo penso ( e lo sento) propio alla luce di quanto detto più sopra.
‘Egli sa di che siamo plasmati,
ricorda che siamo polvere’ (Salmo 102, 14)
eppure ha messo il tesoro della Rivelazione in questi vasi di creta così fragili!
Ecco perchè, se da un lato la mancanza di testimonianza in molti profeti di Dio, di oggi, mi addolora, dall’altro non mi stupisce: il Signore sa quel che fa. Ed io conosco me. La mia umanità.
Questa Chiesa credo.
Fragile perchè fatta da noi, uomini e donne fallibili; bellissima perchè fatta da noi, uomini e donne depositari del dono della rivelazione di Dio.

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