STANARE L’ODIO DOMESTICO

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Le cronache sono piene di attentati alla vita domestica.
Si parla sempre di ‘famiglie normali’ in cui ‘improvvisamente’ si compiono gesti criminali.
La lettera di Berlicche letta oggi ci ha ricordato chiaramente che la violenza non è un evento dettato dall’imprivvosazione, bensì dall’ abitudine all’odio domestico.
<<Nella vita dei popoli civili, l’odio domestico si esprime di solito col dir cose che sulla carta avrebbero un aspetto innocente (le ‘parole’ non sono offensive) ma con quella tal voce, o in quel tal momento, che le portano non molto lontano dall’essere come uno schiaffo sulla faccia>>. (C.S.Lewis, Le lettere di Berlicche, Oscar Mondadori, p.15)
Anche la visione di una vita troppo spirituale, disincarnata, può portare all’intolleranza domestica, per cui si criticano e giudicano tutti i difetti dell’altro, che ovviamente non si sanno vedere prima in se, nella convinzione che il resto del mondo sia troppo ‘terra terra’ per capirci!
E’ ciò che nei Fiori di Bach chiamiamo il tipo Beech: intollerante e privo di compassione.
La compassione, la pazienza è invece ciò che stana l’odio domestico e lo trasforma in accoglienza e accompagnamento.
Costruire una CASA esige un’esperienza ben più faticosa, ed esaltante allo stesso tempo, che il costruire pareti: è lasciarsi costruire e decostruire, ogni giorno, dall’altro, accolto come un dono. E’ diventare compassionevoli: sentire con l’altro, sentire l’altro.
La lettura del profeta Isaia di oggi è un incantevole affresco del lavoro che, sotto la guida dello Spirito, aspetta ciascuno di noi.

“9 Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà;
implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!».
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
10 se offrirai il pane all’affamato,
se sazierai chi è digiuno,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio.
11 Ti guiderà sempre il Signore,
ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa;
sarai come un giardino irrigato
e come una sorgente
le cui acque non inaridiscono.
12 La tua gente riedificherà le antiche rovine,
ricostruirai le fondamenta di epoche lontane.
Ti chiameranno riparatore di brecce,
restauratore di case in rovina per abitarvi.”
(Isaia 58, 9-12)

Buon lavoro!

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