Il divino in ogni istante

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Dal vangelo secondo Marco (6,53-56)

<<Compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret. Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse. E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano>>.

Le frange applicate alle estremità del mantello degli ebrei simboleggiavano la Torah, il cuore stesso della Scrittura, quanto di più caro avesse Israele.
La Scrittura, giorno dopo giorno, ci fa toccare Dio e, la sua meditazione, lascia che Dio si faccia spazio in noi.
Ma c’è di più in questo ‘tocco’ delle frange…
La veste di Cristo è nel vangelo di Marco MEDIAZIONE, medium.
Dio parla non solo nella Scrittura, ma nel Suo popolo, negli esseri viventi, nel creato.
Ogni istante c’è una mediazione, tra noi e il Dio trino ed uno, che può essere colta o trascurata.
Ogni istante è una manifestazione divina.
A noi il ‘tocco’ o l’oblio.

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