Il mio posto (8 novembre 2012)

“Quale sarà il mio posto nella tua casa, Signore?
Lo so: non mi farai fare brutta figura,
non mi farai sentire creatura che non serve a niente,
perchè tu sei fatto così.
Quando ti serve una pietra per la costruzione
prendi il primo ciottolo che incontri,

lo guardi con tenerezza

e lo rendi la pietra che hai bisogno:

ora splendente come un diamante,
ora opaca e ferma come una roccia,
ma sempre adatta al tuo scopo.
Cosa farai di questo ciottolo che io sono,
di questo piccolo sasso che tu hai creato
e che lavori ogni giorno con la potenza della tua pazienza,
con la forza invincibile del tuo amore trasfigurante?
Tu farai cose inaspettate, gloriose.
Getti le cianfrusaglie,
ti metti a cesellare la mia vita.
Se mi metti sotto un pavimento che nessuno vede
ma che sostiene lo splendore dello zaffiro,
o in cima ad una cupola che tutti guardano e ne restano abbagliati,
ha poca importanza.
Importante è
trovarmi ogni giorno là dove Tu mi metti,
senza ritardi.
Ed io, per quanto pietra, sento di avere una voce:
voglio gridarti, o Dio,
la mia felicità di trovarmi nelle Tue mani malleabili,
per renderti servizio,
per essere tempio della Tua gloria”.
(card. A. Ballestrero)

“Il posto dell’uomo
è
Dio”.
(Ruperto di Deutz)

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