n°31 anno 2010

Carissimi amici,

il tema su cui desideriamo meditare con voi in questo mese di luglio è l’accoglienza.

a In ascolto

Il vangelo che ascolteremo nella I domenica di questo mese (Lc 10, 1-12.17-20) ha come tema principale la missione dei discepoli, inviati a diffondere la notizia del Dio con noi.

Settanta-due discepoli: settanta come gli anziani d’Israele, due come all’inizio della creazione.

Loro compito sarà aprire strade a Dio nelle storie degli uomini e delle donne incontrati, suscitare dunque accoglienza.

Tutti sono chiamati alla salvezza, ma ciascuno sceglierà di riceverla o meno.

Gli stessi discepoli non saranno considerati grandi per l’opera dell’evangelizzazione – il fare! -, ma per essere a loro volta accolti nei Cieli, dove è scritto il loro nome da Dio.

Non esistono dunque privilegiati: coloro che annunciano e coloro che accolgono il vangelo diventano compagni di viaggio su quella medesima strada che il Padre ha aperto a tutti in Cristo.

Il vangelo della II domenica (Lc 10, 25-35) esordisce con una domanda a Gesù da parte di un dottore della legge: “Facendo che cosa erediterò la vita eterna?”.

Il Signore suscita la risposta nel suo interlocutore: “accogliendo Dio con tutto te stesso e il vicino tuo come te stesso”.

Nasce da qui una seconda domanda: “Chi è il mio vicino?”.

La parabola del buon Samaritano ribalta l’ottica di partenza: non è l’altro il vicino; io sono il vicino dell’altro.

Può sembrare un gioco di parole, ma in realtà è un passaggio fondamentale.

Ci si può credere salvati solo per un astratto amore a Dio, fuggendo la realtà che ci circonda e gli affanni dell’umanità del nostro tempo, rimanendo isolati in una sfera privata.

Nessuno vicino, buono con tutti.

E invece Cristo afferma che essere vicino all’altro, diventare accoglienza dell’altro, diverso da me, è imprescindibile dall’amare autenticamente Dio.

Ritorna il tema della comunione a cui anche richiamava l’andare “a due a due” della domenica precedente.

Il vangelo della III domenica è molto caro alla nostra storia personale, infatti si tratta del vangelo di Marta e Maria di Betania (Lc 10, 38-42).

Occupata nelle faccende domestiche, quelle doverose dell’accoglienza, Marta si affanna.

Maria, invece, seduta ai piedi del Maestro, lo ascolta. Essa si fa spazio e tempo donato ad una accoglienza totale del Cristo giunto nella sua casa.

La rabbia che s’accende improvvisamente in Marta denota un’incomprensione dell’atteggiamento della sorella Maria. Ed è qui che interviene Gesù: “Marta, Marta, ti affanni e ti turbi per molte cose. Ora di una sola cosa c’è necessità. Maria infatti ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta” (v.41-42).

Qual è la parte migliore?

Il tempo donato, lo spazio accogliente che si è deciso di essere.

Quante volte per mancanza di tempo e spazio ci perdiamo il meglio dell’altro e della vita! Quante volte in nome di cose più necessarie da fare lasciamo che un giorno trascorra senza accorgerci del passaggio di Cristo in esso!

Nella IV domenica di luglio, Luca (Lc 11, 1-13) ci inserisce, attraverso la preghiera di Gesù – il Padre Nostro – nell’accoglienza della paternità di Dio.

E’ molto bello che le richieste successive, del pane, della misericordia, della liberazione dalla tentazione, siano posposte al riconoscimento della paternità di Dio.

Solo nella fiducia di saperci figli possiamo chiedere a Dio, – Gesù ci invita a farlo con insistenza! -, e accogliere i doni che Egli vuol farci.

Il v.9 afferma infatti “chiedete e vi sarà dato”: il Padre non può non donare ai figli ciò che è loro necessario.

E anche in questo vangelo si può trovare una risposta alla domanda “cosa è necessario, qual è la parte migliore?”, che emerge nel vangelo della scorsa domenica.

La risposta è al v.13: “lo Spirito Santo”, ovvero l’entrare nell’intimità divina in virtù dell’Amore, lasciarsi accogliere da Dio, accogliendo Dio.

Riconoscersi casa da Lui abitata. Da Lui retta e custodita.

a Il dovere di interrogarsi: il Verbo si fa carne

L’accoglienza è legata all’essere della persona, non al fare. Essere accoglienti e fare accoglienza sono due cose diverse: la prima rende casa ogni luogo, la seconda ci fa sentire ospiti di un albergo anche a casa.

Chiediamoci insieme, in questo mese, quanto la nostra persona sia casa accogliente per il Signore e per l’umanità.

a Per pregare insieme

“Dio nell’eternità volse verso di me il Suo paterno cuore, il suo amore non fu uno scherzo, offrì la Sua parte migliore” (Martin Lutero)

Nel pregare non facciamo qualcosa per Dio, lasciamo che Dio ci accolga in Lui.

… troviamo tempo e spazio per sedere, come Maria di Betania, davanti al Volto di Dio.

Notizie utili

Corsi biblici estivi 2010

presso Casa Sancta Maria – comunità monastica di Cerreto – Montalbo (Venosa)

Gesù ebreo. Appunti sul vangelo di Matteo

Dal 5 al 9 luglio (inizio il lunedì mattina) 1° incontro 9.30; 2° incontro ore 18.00

Con P. Cesare di S. Stefano

Giovanni – I parte (capp. 1-12)

Dal 19 al 23 luglio (inizio il lunedì mattina) 1° incontro 9.30; 2° incontro ore 18.00

Con P. Antonio di Gesù

https://antoniomarianna.wordpress.com/

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